L’estate calda del Signore degli Anelli

L’estate calda del Signore degli Anelli

Per il pianeta Saturno corre la stagione speciale di un anno speciale: ce la racconta Chiara Simoncelli, responsabile dell’area Astronomia della Sezione Fisica della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Pubblicato il: 09-08-2017

Viene chiamato anche Signore degli Anelli, e chi l’ha osservato sa perché.
Basta anche solo una volta attraverso un semplice telescopio, e non si può evitare un piccolo sussulto, nella rivelazione di quella minuscola sfera chiara leggermente ambrata, circondata da un anello, deciso ed altrettanto brillante, sospesi assieme nel buio dello spazio.
Stiamo parlando ovviamente del pianeta Saturno, il sesto del Sistema Solare per ordine di distanza dalla nostra stella, e secondo per dimensioni solo rispetto a Giove (l’altro gigante affascinante del nostro vicinato).
Ecco, questa, per Saturno, è un’estate speciale di un anno speciale: per osservarlo e per conoscerlo sempre meglio.
A partire dal 15 giugno, infatti, quando ha toccato la minima distanza dalla Terra - ovvero 1,35 miliardi di chilometri -  si mostra ottimamente al pubblico terrestre in tutto il suo splendore (via via sempre più spostato verso l’orizzonte sud-ovest, mentre trascorrono le settimane, fino a metà settembre).  Per questo, si moltiplicano iniziative ed eventi che danno a tutti la possibilità di vederlo (da parte di enti, associazioni, gruppi di appassionati, osservatori… e della nostra Fondazione).
Ma il 2017 per Saturno non si limita ad un’estate per guardarlo: ci troviamo infatti in un anno nel quale si stanno raggiungendo importanti obiettivi per conoscerlo e catturarne immagini storiche ed inedite.
Siamo ormai vicinissimi al termine della missione Cassini–Huygens, lanciata proprio vent’anni fa, il 15 ottobre 1997, con lo scopo di avvicinarsi al pianeta, per studiarlo assieme al suo sistema di anelli e lune.
Dopo il lancio, la sonda riesce ad entrare nell’orbita di Saturno nell’estate del 2004, e nell’inverno dello stesso anno, si inizia anche l’avvicinamento ai satelliti del pianeta, con il lander Huygens che si dirige verso Titano (la sua luna principale).
Negli anni successivi, il percorso di Cassini non si è mai fermato, con sorvoli ravvicinati, raccolta di dati e di immagini, portandoci a conoscere meglio ancora altre lune del pianeta (ad oggi se ne contano più di 50 ): e così passiamo accanto a Encelado, Dafni, Teti, Iperione, Dione, Rea…
Ora, manca davvero solo il gran finale della missione, che prevede una serie di “tuffi” della sonda tra gli anelli di Saturno, con una traiettoria che la porti  al tuffo definitivo: quello che avverrà dentro l’atmosfera del pianeta il 15 settembre 2017.
Il primo, storico, tuffo tra Saturno e i suoi anelli è avvenuto proprio  il 26 aprile scorso, dopodiché se ne sono succeduti quasi venti ed ora siamo in attesa del tuffo finale e definitivo.
Insomma, mentre noi da quaggiù osserviamo questo punto luminoso che regna nei cieli notturni dell’estate, mentre mettiamo l’occhio al telescopio e riconosciamo quella specie di perlina lontana circondata da un anello, che sembra galleggiare sospesa nel tempo e nello spazio, pensiamo che lì, da qualche parte, Cassini sta compiendo la sua missione. In quest’estate speciale, di quest’anno speciale.

Per approfondire:
http://www.media.inaf.it/2017/05/04/tuffo-cassini/
http://www.media.inaf.it/tag/cassini/
https://solarsystem.nasa.gov/planets/saturn
traiettoria iniziale cassini: https://it.wikipedia.org/wiki/Missione_spaziale_Cassini-Huygens#/media/File:Cassini_interplanet_trajectory.svg

Didascalie alle immagini pubblicate in questo articolo
Cassini Looks Out from Saturn
Image Credit: NASA, JPL-Caltech, Space Science Institute
Saturn from Above
Image Credit & License: NASA/JPL/SSI; Composition: Gordan Ugarkovic
Daphnis and the Rings of Saturn
Image Credit: NASA, JPL-Caltech, Space Science Institute, Cassini

 

 

 
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