Le pubblicazioni, i periodici, i fondi

Le pubblicazioni, i periodici, i fondi

Elena Zeni, Maria Ambrosi e Maurizio Battisti raccontano le attività della Biblioteca “Giovanni e Ruggero de Cobelli” della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Pubblicato il: 19-08-2017

La Fondazione MCR possiede una piccola biblioteca a carattere specialistico, nata nel 1851. Essa è dedicata a “Giovanni e Ruggero de Cobelli”, due figure di spicco nel panorama roveretano tra l’Ottocento e il Novecento: entrambi scienziati e studiosi di storia naturale, Giovanni fu Direttore del Museo per oltre cinquant'anni, mentre Ruggero fu medico e Conservatore in Entomologia per la nostra Istituzione.

Nella biblioteca sono conservati più di 29.700 fra volumi e opuscoli, 1.400 periodici, di cui più di 300 correnti. In Archivio sono custoditi la fototeca, con 6.800 fra foto storiche e cartoline, l'archivio storico della corrispondenza museale dal 1851 con i verbali della vita del Museo, i manoscritti, per la maggior parte inediti, volumi antichi e di pregio, tra cui pubblicazioni del secolo XVIII e più antiche e carteggi privati. Il patrimonio è censito digitalmente tramite database, consultabile presso la Biblioteca. Molte opere sono censite anche nel Catalogo Bibliografico Trentino (i titoli son inseriti tramite l'aggiunta copia nel sistema OliSuite).

Le pubblicazioni riguardano perlopiù le Scienze Naturali, la Geologia, l'Archeologia, la Botanica, l'Entomologia, la Zoologia e l'Arte.

La loro collocazione risponde a un criterio per così dire analitico, infatti i volumi sono dislocati in parte nelle sale della Biblioteca, che tra breve verrà traslocata in un locale più idoneo a contenere le nostre raccolte in continuo accrescimento, e in parte negli Uffici dei vari Conservatori, secondo un criterio di affinità e omogeneità di argomento, mentre i periodici sono tutti conservati nel locale Deposito.

La Biblioteca pertanto non offre documenti a scaffale aperto, ma può essere fruita da chiunque e non presenta barriere architettoniche. I libri possono essere consultati, ma non presi in prestito. Il servizio di consultazione è sempre disponibile su appuntamento durante tutto l'orario di apertura della biblioteca. Elena Zeni, bibliotecaria, cura la gestione della Biblioteca, i rapporti con gli utenti e con le altre Istituzioni.

Il patrimonio si è via via arricchito grazie all’apporto di numerosi lasciti e donazioni, fra cui alcuni di recentissima acquisizione. Ad esempio il dott. Antonio Galvagni, che si è spento nel 2015, uno dei più importanti entomologi a livello europeo e socio della Società Museo Civico di Rovereto, ci ha lasciato la sua pregiata biblioteca e il professor Giampietro Braga, che purtroppo ci ha lasciati da un anno, apprezzato e stimato paleontologo e anche lui nostro socio, ci ha donato moltissime pubblicazioni a carattere geologico e paleontologico.

La sezione Biblioteca e archivi ha cura di censire e ordinare il materiale donato in modo da renderlo effettivamente fruibile da parte degli utenti.  

La catalogazione di questi fondi è curata da diverse persone: Rosanna Laich per la cospicua donazione geologica, paleontologica e mineralogica del professor Enrico Annoscia; Marco Nicolussi per il fondo Braga; Maurizio Battisti cura l'inventariazione e l'archivio della corrispondenza di Paolo Orsi, che è stata acquisita ultimamente; infine Maria Ambrosi si dedica alla figura poliedrica di Carlo Belli, di cui abbiamo un fondo conservato in deposito permanente di proprietà della Fondazione Sergio Poggianella.

Da due anni a questa parte si sta procedendo all'inventariazione e schedatura della nuova acquisizione di un lotto di oltre 8000 lettere inedite cedute al nostro Ente dagli attuali discendenti di Paolo Orsi. Si tratta di parte della corrispondenza ricevuta dall'archeologo roveretano fra il 1881 e il 1932. Fino ad ora sono state schedate, scansionate e messe a disposizione degli abbonati on-line 5400 lettere, grazie anche ad un Bando della Fondazione Caritro. Per un approfondimento esaustivo si rimanda a un’uscita successiva del nostro notiziario.

Il Fondo Carlo Belli è oggetto di un’attività di riordino e di schedatura con l’obiettivo di valorizzarne appieno i contenuti. Carlo Belli, intellettuale nato a Rovereto nel 1903, una volta compiuti gli studi liceali, intraprese la professione di giornalista, grazie alla quale ottenne la notorietà e riconoscimenti, come elzevirista e firma di punta del quotidiano Il Tempo. Il suo nome è strettamente legato alla corrente artistica dell’astrattismo, di cui fu teorico e sostenitore con la stesura del famoso saggio-manifesto Kn. Ma Belli era interessato all’arte in tutte le sue manifestazioni: pittura, scultura, architettura, musica, cinema, teatro. E non solo come critico, perché lui stesso dipingeva, suonava il violino e componeva musiche. Fu cultore della filosofia di Antonio Rosmini, sostenendo la modernità del suo pensiero e la necessità di una sua rivalutazione. Estimatore degli archeologi roveretani Paolo Orsi e Federico Halbherr, fu un grande appassionato di archeologia, con particolare riferimento alla Magna Grecia.

Il lavoro di giornalista e scrittore e l’attività di ricerca e raccolta di informazioni ad esso connessa, la fitta rete di relazioni con le personalità più importanti del panorama culturale del ‘900 hanno alimentato un vastissimo archivio documentario. Esso comprende epistolari, fotografie, periodici, cataloghi, scritti propri (articoli, diari, saggi, componimenti poetici e musicali) e di altri, sia manoscritti che dattiloscritti. Questo materiale permettere di scoprire e approfondire da una prospettiva privilegiata le posizioni e i toni del dibattito culturale del secolo scorso. Inoltre la documentazione di natura personale consente di conoscere da vicino il pensiero e la dimensione più intima e privata del personaggio.

È stato schedato e descritto nel dettaglio il contenuto di alcune sezioni del Fondo: fotografie e corrispondenza famigliare e una serie di articoli di Carlo Belli pubblicati su testate locali e nazionali. Sono state create in questo modo delle banche dati digitali che si possono consultare accedendo al sito tematico dedicato a Carlo Belli a cura della Fondazione Museo Civico. Gli utenti possono visualizzare la copia digitale dei documenti, la trascrizione dei manoscritti e consultare le schede con tutti i dati correlati. È stata creata anche una banca dati bibliografica con articoli e monografie di e su Carlo Belli.

 
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