Formare alla scienza coscienze responsabili

Formare alla scienza coscienze responsabili

Una panoramica del lavoro della Sezione Didattica della Fondazione MCR nell'intervista alla responsabile, Michela Canali.

Pubblicato il: 06-09-2017

In occasione dell'Open Day di inizio settembre, i Musei di Rovereto hanno presentato a docenti ed educatori le attività in programma per il prossimo anno scolastico. Per una panoramica sul lavoro della Sezione Didattica della Fondazione Museo Civico di Rovereto abbiamo interpellato la responsabile, Michela Canali. Per capire in primo luogo qual è il principio che guida le attività didattiche del museo destinate alle scuole.
Le specificità dell'attività della nostra Sezione Didattica sono diverse. Senza dubbio, il tratto distintivo principale risiede nel tipo di relazione che abbiamo instaurato con gli istituti: crediamo che le scuole non debbano accontentarsi di essere fruitori passivi di un servizio, ma interlocutori attivi del processo collaborativo che è alla base della costruzione delle proposte. I percorsi didattici sono perciò il prodotto di un lavoro pluriennale che ha via via modificato l’esperienza didattica da momento episodico a rapporto continuo e crescente. È, questo, un approccio che la direzione del Museo ha inteso di perseguire fin dall'istituzione di questa Sezione: correvano gli anni Ottanta quando il Museo Civico di Rovereto prese a sviluppare il suo ruolo di risorsa educativa e di divulgazione culturale identificando, tra le sue funzioni primarie, quella di elaborare progetti e programmi educativi che avessero come destinatario privilegiato la scuola. Ci si pose l’obiettivo di instaurare con le scuole relazioni di scambio e confronto: determinante fu, in questo senso, la scelta di immaginare una formula di abbonamento su misura. Oggi, questa è la filosofia che guida il lavoro della rete delle sezioni didattiche dei musei: attraverso riunioni periodiche con i dirigenti degli istituti comprensivi e delle scuole superiori Fondazione MCR, MART, Museo della Guerra e Fondazione Opera Campana dei Caduti raccolgono le esigenze dettate dai programma ministeriale per elaborare attività che siano di reale supporto all’apprendimento dei ragazzi.

Quali altri principi sono propri della proposta didattica del Museo?
Un altro punto di forza caratterizzante è la multidisciplinarietà - le attività spaziano dall’educazione ambientale e naturalistica, a quella artistica e archeologica, fino a lambire la robotica e le nuove tecnologie - e  l'interdisciplinarietà: l'idea è di offrire la visione più completa possibile di un problema.
È poi del tutto peculiare la commistione tra il lavoro della Sezione Didattica e percorsi e risultati maturati dalla nostra istituzione sul fronte della ricerca. Le esperienze proposte alle scuole sono profondamente connesse con le attività e gli studi condotti sul campo o in laboratorio dai conservatori e dai ricercatori della Fondazione. Molte di esse scaturiscono e discendono da queste stesse attività: è il caso, solo per citare un esempio, delle iniziative educative di tema archeologico collegate al sito di Loppio, dove sono tutt'oggi in corso indagini che hanno portato alla scoperta di un sito pluristratificato, con testimonianze che vanno dalla preistoria all'epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Prima Guerra Mondiale. Si pensi altrimenti alle attività – peraltro in continua evoluzione - connesse con il tipo di lavoro svolto presso gli spazi dell'OpenLab di Corso Bettini sul fronte delle Scienze della Terra, della Geologia, della Dendrocronologia.
È in virtù di questo tipo di approccio che la nostra Fondazione può definirsi a buon titolo il partner scientifico di riferimento per le scuole del territorio (e non solo). Mi preme aggiungere una considerazione sulle competenze dello staff – un gruppo di professionisti appassionati e di talento -, che il Museo ha ritenuto negli anni di consolidare attraverso la formulazione di rapporti di collaborazione a tempo indeterminato, e sulle quali si va costantemente investendo attraverso percorsi di formazione continua ispirati alle linee guida raccomandate da Icom, l’International Council of Museums.

Un’attività da segnalare su tutte?
Dovendo scegliere, andrei a ricordare i campus estivi, proposti oramai da qualche anno e previsti anche per il 2018. Si tratta di occasioni uniche, in cui i ragazzi di eccellenza sviluppano capacità di osservazione, analisi e riflessione, in un contesto di multidisciplinarietà e in situazioni che sono proprie della ricerca scientifica, del problem posing e del problem solving. Nelle scorse settimane si è svolto con successo un campus di dieci giorni attuato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Rovereto Est, che ha coinvolto venti ragazzi (femmine, per la maggior parte) di prima e seconda media. Al termine dell’attività, i giovani hanno accolto con entusiasmo l’invito a divulgare, presso insegnanti e genitori, i risultati delle attività svolte.
Colgo qui tuttavia l'occasione per ricordare anche i corsi di aggiornamento che organizziamo per gli insegnanti: dalla botanica (ne è previsto uno per ottobre), alla meteorologia (a novembre, in coincidenza con il Festival della meteorologia), all'archeologia, alla robotica educativa.

Vi sono novità nel programma di attività pensate per l'anno scolastico alle porte?
Per l’anno scolastico 2017/2018 abbiamo introdotto quattro proposte assolutamente innovative. Si tratta di “Scuola al cinema”, ovvero una proposta cinematografica che funge da supporto e integrazione ai programmi di insegnamento del biennio superiore, toccando i grandi temi della preistoria e della storia antica, fino ad arrivare al basso medioevo. I film provengo dalla ricca banca dati cinematografica della Fondazione MCR che ogni anno incrementa i suoi materiali grazie alla partecipazione di molte produzioni nazionali e internazionali alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. C’è poi il “Laboratorio di traduzione”: un progetto didattico ispirato proprio all’attività di traduzione e doppiaggio dei film stranieri coordinato e svolto dal Museo in occasione della Rassegna. Sperimentato nei mesi scorsi come progetto di alternanza scuola/lavoro, il laboratorio prevede una formazione all’attività di traduzione di audiovisivi che valorizzi non solo le competenze nella lingua straniera, ma anche nella madrelingua italiana, dunque la scelta dei registri stilistici, la capacità di distinguere lingua parlata e lingua scritta, ancora l’esercizio a un utilizzo critico degli strumenti on line. Ancora, abbiamo individuato e coinvolto un insegnante di scienze naturali di madrelingua inglese affinché conduca alcuni laboratori di scienze naturali in lingua straniera. Infine, alle classi delle scuole secondarie di primo e secondo grado proporremo le escursioni guidate nell’ambiente montano di “Scarponi allacciati e zaino in spalla”: l’occasione di avvicinare le bellezze naturalistiche del territorio trentino, le sue forme, la sua flora spontanea, gli animali che lo popolano, ma anche le tecniche escursionistiche necessarie a godere la montagna in sicurezza.
Restano disponibili tutte le attività descritte sul nostro sito come pure all'interno del consueto libretto, nell'edizione biennale uscita lo scorso anno per studenti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia ai corsi universitari.

Numeri e review parlano di una Sezione di appeal: la strada percorsa è quella buona…
In trent’anni, grazie anche alla lungimiranza di Nello Fava e di tutte le persone che mi hanno preceduto nella conduzione della sezione, la Sezione Didattica ha saputo crescere e accreditarsi, legittimandosi anche fuori dei confini provinciali.
In questo senso ha avuto un ruolo cruciale l'attività svolta in tempi davvero precoci sul fronte della robotica, attività che ha contribuito a diffondere un'immagine innovativa e dinamica della nostra istituzione in tutta Italia. Sono molte oggi le scuole che si organizzano per raggiungerci da fuori regione con l’obiettivo di aderire alle nostre attività: vengono soprattutto dal Veneto, dalla Liguria e dalla Lombardia.
Paga, evidentemente, anche il fatto che si continui a sperimentare e a innovare. E non mi riferisco soltanto alle soluzioni messe a punto per rispondere alle esigenze poste dagli scenari attuali qual è il caso delle proposte in lingua, prodotte in evidente sintonia con i piani provinciali. Mi riferisco al presidio continuo e costante del concetto di cittadinanza attiva, intesa come partecipazione responsabile alla tutela e alla conservazione del territorio. Perché non c'è niente di più attuale dell'urgenza di formare le coscienze, e lo spirito critico, delle nuove generazioni.

 

 
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