Venerdì a lume di stella coi “rossi di sera”

Venerdì a lume di stella coi “rossi di sera”

Chiara Simoncelli, responsabile dell’area Astronomia, ci spiega cosa succede venerdì 27 luglio tra Blood Moon e grande opposizione di Marte

Pubblicato il: 25-07-2018

Edizione speciale, venerdì 27 luglio, per il tradizionale appuntamento "a lume di stella" proposto dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto. Eccezionale è infatti lo spettacolo offerto dal cielo per la serata: un'occasione aperta a curiosi e appassionati presso l'Osservatorio Astronomico di Monte Zugna. Cerchiamo qui di capire meglio che cosa accadrà insieme a Chiara Simoncelli, responsabile dell’area Astronomia della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Abbiamo voluto dare alla serata il titolo di "Rossi di sera" perché i due rossi del cielo - la cosiddetta Blood Moon e il pianeta Marte - saranno protagonisti di due eventi straordinari, e straordinaria è anche la loro concomitanza. Nel giro di poche ore si verificherà un'eclissi totale di Luna, in congiunzione con Marte, e una Grande opposizione del Pianeta Rosso. Il disco del nostro satellite sarà dunque completamente oscurato dall'ombra della Terra: in Italia, l'ultima eclissi totale di luna risale al settembre del 2015. Dobbiamo invece correre al 2003 per cercare un'occasione simile a quella che ci viene offerta per osservare così bene il pianeta Marte. Che non è soltanto "in opposizione", ovvero al lato opposto della Terra rispetto al Sole e in allineamento con essi, ma è addirittura in perielio, ovvero alla minima distanza dal Sole,  dunque  "in grande opposizione". Il pianeta rosso avrà dunque diametro e luminosità maggiori che mai, e per questo particolarmente favorevoli all'osservazione, considerato anche che il 31 luglio raggiungerà la minima distanza dal nostro pianeta. I nostri lettori si saranno certamente peraltro accorti di quanto sia visibile già ora in cielo, a sudest, il punto brillante e arancione che corrisponde al pianeta.

Marte ha caratteristiche inconfondibili, alle quali deve l'attribuzione di un'aura "mitica" fortemente connotata che è forse complice del calore con il quale attendiamo l’osservazione di venerdì.

La sua superficie è caratterizzata da nubi e foschie; il ciclo stagionale – suddiviso in primavera, estate, autunno e inverno - è marcato in particolare dalla comparsa di brillanti, spettacolari calotte polari: Marte è il Pianeta che di più, all'interno del Sistema Solare, appare simile alla Terra. Per questo, il Pianeta Rosso viene tirato da sempre in causa per primo da quanti sono alla ricerca di altre forme di vita che non siano quelle che già conosciamo. Già citato nei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, Marte – e con lui i Marziani – diventa a partire dalla fine dell’Ottocento un cavallo di battaglia della letteratura e del cinema di fantascienza. La suggestione di un immaginario che ha fatto presa in maniera tanto massiva sull’emotività popolare ha certamente, in qualche misura, riscaldato anche gli animi degli uomini di scienza. Contestualmente, le Agenzie spaziali hanno preso a cullare il sogno di esplorare davvero il Pianeta. E queste esplorazioni sono iniziate già da molto tempo.

Su questo fronte, qual è lo stato dell’arte delle missioni che hanno avuto per oggetto Marte?

Per dare il senso delle difficoltà incontrate fino ad oggi da tutte le agenzie, mi accontenterei di dire che il 60% delle 43 missioni tentate a partire dagli anni Sessanta ha avuto esito negativo o un successo solo parziale, ma le missioni andate a buon fine ci hanno permesso di scoprire - e continuano a farlo- caratteristiche davvero interessanti del pianeta rosso. Attualmente, è in viaggio la sonda lanciata lo scorso 5 maggio dalla Nasa nell’ambito della missione InSight, Interior exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport, che ha l’obiettivo di studiare in profondità il sottosuolo del Pianeta. Il razzo ULA Atlas V è partito dalla base dell’Air Force e raggiungerà Marte il prossimo 26 novembre. Anche l’ESA (l’Agenzia spaziale europea), ha partecipato e continua a partecipare ad importanti progetti legati all’esplorazione di Marte.  

Tornando all’appuntamento di venerdì, possiamo anticipare qualche dettaglio sull’attesa eclissi di Luna?

L’episodio si verificherà nella stessa zona del cielo in cui si trova Marte, a sudest, a una distanza di circa 6° dal Pianeta. Si tratterà della più lunga eclissi totale del secolo: durerà un’ora e 43 minuti, nel torno di tempo ricompreso tra le 21.30 e le 23.13. La Luna sorgerà pochi minuti prima delle 21.00, già parzialmente oscurata dal cono d’ombra della Terra (in fase di penombra). Il culmine dell’evento è previsto per le 22.22. L’eclissi si concluderà definitivamente all’1.30 del 28 luglio.

La sera del 27 luglio, la Fondazione Museo Civico di Rovereto offre dunque l'opportunità di osservare e di approfondire le caratteristiche di questi fenomeni.

L'appuntamento è per le 21.00 all'Osservatorio di Monte Zugna, in condizioni libere dall'inquinamento luminoso della città. I nostri esperti illustreranno quanto sarà possibile osservare attraverso il telescopio principale, dalla cupola, e dagli altri telescopi collocati sul terrazzo della struttura. Chi lo desidera può portare anche la propria strumentazione e avvalersi comunque dell'assistenza dei nostri operatori. C'è da dire infatti che la posizione di Marte, prossimo all'orizzonte e dunque soggetto alle turbolenze atmosferiche, potrà rendere più difficoltosa l'osservazione: la guida di un esperto può aiutare chi è meno pratico a individuare i dettagli della superficie del Pianeta. Si tratta davvero di un’occasione da non perdere: basti pensare che per assistere alla prossima Grande Opposizione dovremo attendere il 2035.

L’appuntamento è dunque per le 21.00 del 27 luglio all’Osservatorio di Monte Zugna: è preferibile la prenotazione presso la biglietteria del Museo al numero 0464 452800. Ma le proposte in programma per venerdì non sono un appuntamento isolato: tutte le attività in calendario qui.

Crediti dell'immgine di Marte: NASA, ESA, the Hubble Heritage Team (STScI/AURA), J. Bell (ASU), and M. Wolff (Space Science Institute)

 
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