“Il nostro patrimonio. Dove il passato incontra il futuro”: Geologia e Geofisica al servizio ai Beni Culturali

“Il nostro patrimonio. Dove il passato incontra il futuro”: Geologia e Geofisica al servizio ai Beni Culturali

L'annuale convegno di Geofisica (6-7 dicembre 2018) fa parte del calendario italiano del MIBAC per l’Anno europeo del patrimonio culturale

Pubblicato il: 30-11-2018

Un convegno su due giornate, un workshop con esempi pratici e una giornata con momenti più formativi e teorici, con i più accreditati studiosi e professionisti del settore, per parlare dello studio, della conservazione e della valorizzazione di siti e monumenti storico artistici attraverso tecniche sempre meno invasive e più efficaci, metodi particolarmente preziosi per chi gestisce, a diverso titolo, il patrimonio culturale.
Tecniche di indagine non distruttive o invasive unite a analisi geologiche, geotecniche, idrologiche, sismologiche, minero-petrografiche, geochimiche, archeometriche, per lo studio, la miglior conservazione, la tutela e la fruizione dei beni culturali, un ambito questo che richiede il contributo di competenze differenti ma di un linguaggio comune e della capacità di guardare, con uguale attenzione, al macro come al microscopico.
Pensando al patrimonio costruito ma anche ai luoghi in cui conserviamo reperti mobili, lo studio deve saper valutare tutti gli elementi di pericolosità al contorno. Un lavoro complesso e articolato quanto affascinante dove si ritrovano fianco a fianco diverse professionalità poiché è indispensabile un approccio trasversale e a tutto tondo; dal geologo (anche qui da quello applicato al petrofisico) all’archeologo, dal chimico al geochimico, dall’ingegnere all’architetto coinvolgendo restauratori ed esperti di archeometria.
Tra le case history di interesse, proposte dal mondo accademico e da quello applicato professionale, ricerche che hanno portato, in tempi recenti, a scoperte di rilevanza nazionale (progetto Archeonevola e la tomba monumentale picena) e internazionale (gli studi nella valle dei Re in Egitto), dove si enfatizza il ruolo della geofisica - a supporto, integrata, affiancata, in sinergia - con la geologia applicata e cogli altri metodi di indagine scientifica e diagnostica, nella analisi e caratterizzazione del patrimonio culturale, anche ai fini imprescindibili di prevenzione e difesa. Inoltre il Workshop ospita un’anteprima della Giornata di Formazione con la lecture sul radar olografico e i suoi campi di applicazione.

La seconda giornata verte su “Rilievo, Diagnostica e caratterizzazione dei Beni culturali: quali le competenze e le professioni coinvolte?”, con un programma a più voci: funzionari delle Soprintendenze, ricercatori attivi nel campo della caratterizzazione e tutela dei beni culturali compresi rappresentanti del Centro interdipartimentale di ricerca dell’Università di Padova "Studio e conservazione dei beni archeologici, architettonici e storico-artistici", esperti che hanno contribuito alla stesura di linee guida nazionali per la conservazione del patrimonio artistico.

Un modo per fornire un quadro completo sullo stato dell’arte dal punto di vista delle procedure e delle modalità di lavoro in un campo delicato e articolato che richiede il costante dialogo fra diverse professionalità.
L’organizzazione del Convegno è a cura della Fondazione Museo Civico di Rovereto in Convenzione con l’Ordine dei Geologi del Trentino Alto Adige e con il Patrocinio e la Collaborazione degli Ordini dei Geologi di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, in Collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Padova.

Col Patrocinio del Consiglio Nazionale dei Geologi e della Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Programma completo qui.

 
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