Museo della Città
Via Calcinari, 18
38068 Rovereto TN

Il Museo della Città è il luogo dedicato a raccontare Rovereto, la sua storia e i suoi personaggi, attraverso opere delle collezioni d'arte cittadine e attraverso oggetti e reperti che vanno dalle fasi più antiche di Rovereto, all'età della seta e fino all'epoca moderna.
Le sale dedicate al Seicento e all'Ottocento sono temporaneamente chiuse per riallestimento.
Il percorso ha inizio nelle prime due sale, che accompagnano il visitatore alla scoperta delle radici più profonde di Rovereto, dalle prime fasi di popolamento preistorico fino alle soglie dell'età moderna.
Nella prima sala, l'attenzione è rivolta alla fase più antica del territorio: i reperti esposti testimoniano la presenza umana sin dal Neolitico, con asce in pietra, oggetti in selce e metallo, fino ad arrivare a pezzi più importanti come la tavoletta enigmatica di Borgo Sacco e la spada di bronzo rinvenuta nel Leno.
Ampio spazio è dedicato anche all'epoca romana e al periodo altomedievale, con i corredi funerari provenienti dalle necropoli cittadine e gli studi pionieristici di archeologi come Paolo Orsi.
La seconda sala pone invece il focus sulla trasformazione di Rovereto tra l’epoca altomedievale e il XVI secolo.
Attraverso documenti d'archivio, mappe e reperti ceramici, viene narrata l'evoluzione della città, dal ruolo centrale del Castello di Lizzana alla costruzione del Castello di Rovereto per mano dei Castelbarco.
Il percorso illustra inoltre il periodo della dominazione veneziana, con l'esposizione degli antichi statuti cittadini, e i conflitti con l'impero asburgico, testimoniati da armi e armature, delineando quel periodo di espansione demografica che preparerà il terreno per la futura industria della seta, a cui è dedicata la terza sala del percorso tematico al Museo della Città.
Alle sale su preistoria e altomedioevo e sull'industria della seta, spartiacque e al contempo trait d'union fra il borgo medievale e la città moderna, si aggiungono gli approfondimenti sulla storia di Rovereto fra Sei e Settecento, con la metamorfosi da borgo a città, una trasformazione che inizia in età veneziana e si compie in questi secoli, quando la massima espansione economica e commerciale determina, insieme a una forte crescita demografica, un incremento costruttivo e uno sviluppo culturale senza precedenti.

Il percorso prosegue poi nell'Ottocento che rappresenta per Rovereto un secolo di grande trasformazione dal punto di vista industriale, urbanistico e sociale, con grandi cambiamenti intervenuti nelle abitudini e negli stili di vita della società roveretana. Nelle sale sono stati realizzati focus sulla vita quotidiana nei secoli passati, sullo sport, sulla scuola, sulla stampa, sulla cultura, sull'industria, sull'urbanistica, sulla società, su tutto quello che ha trasformato la città nei secoli fino ad arrivare a quella che è oggi.
Il Museo è costituito da un piano terra liberamente accessibile, dove si trovano il Sichart Cafè, la Sala delle Idee per incontri e laboratori e la Sala dei 100 libri per piccole esposizioni. La biglietteria è al piano 1 assieme all'esposizione permanente, mentre solitamente il piano 2 ospita le mostre temporanee.
Dal 25 aprile al 18 ottobre 2026
scopri la mostra temporanea "colore, matrice, carta. Area Studio | Astrazione Oggettiva "
Il Museo della Città ha sede a Palazzo Sichart, edificato nel Settecento da una famiglia di commercianti di Norimberga. Dalla sua costruzione al 1910, anno in cui divenne proprietà del Comune di Rovereto, cambiò diversi proprietari e per tale motivo è ricordato anche con i nomi di Scopoli e Jacob, questi ultimi fondatori della Cartiera cittadina.
L'edificio, originariamente destinato allo stoccaggio e alla vendita di tessuti e filati, presenta una struttura regolare con file simmetriche di finestre, ed è decorato da una doppia scala (sui due lati lunghi) da ringhiere in ferro battuto. È espressione dell'operosità e dell'estetica degli imprenditori che contribuirono alla crescita della città, a livello urbanistico e sociale.
Il palazzo fu sede del Museo Civico di Rovereto, uno dei più antichi musei italiani, dal 1939 (inaugurato al pubblico nel 1942) fino al 1995. Nel 2019, dopo un lungo restauro, riapre come Museo della Città, affiancandosi all'altra sede espositiva della Fondazione Museo Civico di Rovereto, il Museo di Scienze e Archeologia.
Nel 1939 il podestà concesse il Palazzo al Museo Civico, perché ne facesse sede degli uffici e delle esposizioni. A quel tempo il Museo condivideva con la Biblioteca Civica il Palazzo dell'Annona, ed era diretto da Alessandro Canestrini, zoologo, insegnante, intellettuale profondamente partecipe della vita culturale della città. Nella nuova sede il Museo poteva rafforzare la sua vocazione di centro di ricerca, con un laboratorio e una biblioteca scientifica, e studiare un percorso espositivo incentrato sulla divulgazione e la didattica. L'esposizione si suddivideva in storia e scienze naturali. La parte relativa alla storia comprendeva - oltre alle collezioni archeologiche vere e proprie - anche tutti quegli oggetti di 'arte varia' che potevano raccontare la società e i personaggi roveretani.

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